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8Trilli Campus 2024

8TRILLI CAMPUS 2024

Simbolo dell'8Trilli Campus

INFORMAZIONI

MASTERCLASS DI CHITARRA CLASSICA

20 E 21 LUGLIO 2024

  • La Masterclass è strutturata come una vacanza studio di due giorni all inclusive.

  • Avrà luogo i giorni 20 e 21 luglio 2024 presso la Scala di Giacobbe in Castelletto di Cuggiono (MI).

  • I docenti sono M° Marco Bonfanti e M° Stefano Bonfanti.

  • Ogni studente fruirà di una lezione privata con ogni docente della durata di 60 minuti, si avrà inoltre la possibilità di assistere come uditore (gratuitamente) a tutte le lezioni degli altri partecipanti.

  • Per tutti i partecipanti si avrà un’esclusiva conferenza a termine dei 2 giorni della Masterclass nella quale si potrà interagire e intervenire con domande.

  • Per tutti gli iscritti è garantita la partecipazione alla “Notte della chitarra”. L’evento si terrà nella stessa location la sera del sabato 20 luglio. Tutti i partecipanti potranno esibirsi con i brani dal loro repertorio (la durata dell’esibizione dipenderà dal numero degli iscritti). L’evento vedrà la partecipazione del pubblico.

  • Tutti gli iscritti avranno una grande, unica opportunità: essere selezionati per un secondo concerto denominato “Chitarre in Villa 9° edizione” che si terrà nel mese di settembre. La selezione al concerto è a discrezione insindacabile dei docenti M° Marco Bonfanti e M° Stefano Bonfanti e verrà comunicata durante la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione. (le eventuali spese di trasferimento dovute alla partecipazione a questo secondo concerto resta a carico del selezionato).

  • Presso la struttura in cui avrà luogo l’ “8Trilli Campus” troverete:

il pernotto (nella struttura in camere doppie o triple,  per la notte tra il sabato e la domenica).

il pranzo e la cena del sabato.

la colazione e il pranzo della domenica.

  • Oltre alle lezioni, si potrà suonare ed esercitarsi nelle camere del pernotto e nel chiostro della struttura.

  • Nei momenti liberi della giornata si potranno fare gite a Castelletto o a Cuggiono, per esempio lungo il naviglio o nel parco di Villa Annoni (secondo parco recintato più grande di Lombardia dopo il parco della Villa Reale di Monza).

  • Al termine del Masterclass, verrà rilasciato a tutti gli iscritti un attestato di partecipazione.

  • Nel costo del Masterclass è compresa anche la quota di iscrizione all’Associazione Musiculturale 8Trilli.

  • Il bando del Masterclass rimane aperto sino al 30 GIUGNO 2024 (salvo esaurimento posti)

  • La domanda d’iscrizione deve essere compilata on-line nelle modalità indicate nella paragrafo sottostante di questa pagina e comporta il versamento di un acconto. La stessa implica l’accettazione del regolamento in tutte le sue parti.

  • Il versamento dell’acconto è pari a € 150,00.

  • Il saldo dovrà essere versato direttamente all’arrivo in struttura ed è pari a € 80,00. Il mancato versamento comporterà l’esclusione dalla Masterclass, ma non la restituzione della quota di acconto.

  • Nel caso la Masterclass non possa avere luogo in presenza per cause di forza maggiore, le lezioni e la conferenza si svolgeranno in modalità webinar e la quota sarà equivalente  a € 100,00 (Il restante versato in acconto verrà restituito).

  • Tutto quanto non è contemplato nel presente regolamento si intende a carico dell’iscritto.

  • La Masterclass si attiverà con un minimo di 6 studenti ed accetta un massimo di 10 partecipanti.

  • La Masterclass e tutti gli eventi ad essa associati verranno svolti secondo le disposizioni vigenti relative la normativa COVID-19.

  • L’iscrizione all’Associazione Musiculturale 8Trilli include la partecipazione gratuita a tutti i principali eventi pubblici della stessa per l’anno 2024.

  • L’Associazione Musiculturale 8Trilli declina ogni responsabilità per eventuali danni a persone o cose durante lo svolgimento della Masterclass e degli eventi ad essa associati, non si ritiene inoltre responsabile del mancato rispetto di qualunque norma vigente.

  • La partecipazione alla Masterclass comporta l’accettazione incondizionata delle presenti indicazioni.

DUO BONFANTI

Marco e Stefano Bonfanti sin dagli inizi della loro carriera artistica suonano stabilmente in duo, riscuotendo ovunque ampi consensi da parte di pubblico, critica specializzata e riconosciute personalità del mondo della musica.

Dal 1990 ad oggi il duo ha tenuto concerti per importanti istituzioni musicali in Italia e all’estero (Spagna, Francia, Gran Bretagna, Svizzera, Polonia, Slovenia, Serbia, ecc), esibendosi nei più prestigiosi Festival Internazionali e sale da concerto.

Numerose le loro affermazioni in concorsi nazionali ed internazionali, tra i quali il IV

Certament International de Guitarra “Vila de L’Olleria” (Spagna), il “Mauro Giuliani” di Bari, l’ “Ebe Cazzaniga Ansalone” di Abbiategrasso, i concorsi internazionali di Isernia, Savona e Gorizia, il “Rospigliosi” di Pistoia, i concorsi di Voghera e Castelfidardo, nonché il primo premio assoluto al concorso indetto dalla Yamaha Music Foundation of Europe.

La loro formazione musicale si è svolta inizialmente nella classe di Massimo Laura, presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Como, dove si sono diplomati, e successivamente frequentando il Corso Triennale di Solista presso la Musikhochschule di Lugano, dove hanno conseguito entrambi il prestigioso “Solistendiplom”; si sono inoltre perfezionati con illustri concertisti come Oscar Ghiglia, Alberto Ponce, Eduardo Fernandez, Carlo Marchione.

Fondamentale per la formazione artistica del duo l’incontro con Paolo Pegoraro e Stefano Viola presso l’Accademia Tarrega di Pordenone, dove Marco&Stefano si sono perfezionati per diversi anni, come pure l’incontro con Pavel Steidl che li ha spinti ad approfondire lo studio del repertorio dell’ottocento, che propongono regolarmente in concerto suonando su strumenti d’epoca.

Si sono esibiti con svariati ensemble cameristici e hanno collaborato, anche in veste solistica, con prestigiose orchestre, tra le quali l’Orchestra della Radio Svizzera Italiana (in diretta radiofonica per RSI), l’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano (anche sotto la direzione di Riccardo Muti), l’Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, l’Orchestra del CSI di Lugano, la Camerata dei Laghi, l’Ensemble 440, Le Cameriste Ambrosiane, i Cameristi di Como, l’Orchestra Alchimia, ecc.

Oltre alle registrazioni radiofoniche, hanno inciso per l’etichetta discografica MAP, il CD “¡Ottocento!”, che ha ricevuto entusiastiche recensioni della critica specializzata: la rivista “Chitarra Classica” li ha definiti come “… affermata realtà del concertismo internazionale”.

Hanno inciso di due cd contenenti musiche di G. Albini e di G. Manzi per l’etichetta Eco, ed inoltre il cd “Recital” registrato insieme al violinista Davide Alogna (Phoenix Classics); notevole successo ha riscosso anche il cd prodotto dalla Brilliant Classics contenente il Concerto per due chitarre, violino e archi di G. Albini, che Marco&Stefano hanno registrato accompagnati dalle Cameriste Ambrosiane.

Hanno inoltre registrato due cd con musiche di G. Mirto e S. F. Lavia per la Sinfonica e un cd per la Guitart Label con musiche di R. Iervolino, oltre a due DVD dal vivo per l’Ateneo della Chitarra di Milano e l’Atelier Laudense di Lodi.

Nel corso della loro carriera hanno stimolato molti compositori (tra i quali G. Drozd, G. Spriano, M. Reghezza, G. Manzi, G. Albini, S. Gianzini, N. Jappelli, ecc.) a scrivere per il duo, contribuendo così ad arricchire il repertorio per due chitarre; le Edizioni VP Music Media di Firenze hanno dedicato al Duo una collana dal nome “Duo Bonfanti Guitar Collection”.

Hanno tenuto a battesimo più di trenta composizioni per e con chitarra in prima esecuzione assoluta.

Svolgono parallelamente intensa attività didattica presso i conservatori di Gallarate e Adria: molto richiesti come docenti, tengono numerose masterclass in tutta Italia e all’estero.

Per info: www.duobonfanti.com

Foto Scala di Giacobbe

Location

SCALA DI GIACOBBE

La Scala di Giacobbe si trova in Piazza Santi Giacomo e Filippo,1 a Castelletto di Cuggiono (MI) ed anche una tappa della Via Francigena. Il luogo è raggiungibile in macchina tramite i seguenti itinerari: Autostrada Milano – Torino, uscita Marcallo-Mesero direzione Cuggiono oppure Superstrada Gallarate-Malpensa-Magenta uscita Cuggiono nord e seguire segnaletica per Castelletto. La Scala di Giacobbe è a circa 15 minuti sia dalla stazione di Castano Primo che dalla stazione di Magenta, inoltre, è raggiungibile con le linee autobus z621, z627, z641 e z646 che fermano a Cuggiono.

CENNI STORICI

Il complesso monumentale di Castelletto di Cuggiono si è sviluppato accanto ad un’antica cappella dedicata ai Santi Filippo e Giacomo esistente già nel 988 e ricordata da Goffredo da Bussero nel “Liber notitiae Sanctorum Mediolani” della fine del XIII secolo. In epoca imprecisata, ma verosimilmente nella seconda metà del sec. XIV, i religiosi domenicani raggiunsero il piccolo villaggio di Castelletto forse a seguito di lasciti o donazioni effettuate da persone colpite dalla “peste nera” che flagellò in quegli anni l’intera Europa o forse, semplicemente, per sfuggire al contagio che era più probabile in città. I frati, provenienti da Milano, si installarono in cascine ricevute in dono, certamente la Sapuina e quella dei Frati, cominciando a coltivare le terre circostanti.

I documenti coevi sono pochissimi; trattandosi di grange tutto rientrava nella contabilità del convento milanese di S.Eustorgio al quale i frati appartenevano e verso il quale venivano inviati “via Naviglio grande” i prodotti della tenuta di Castelletto. Passato il pericolo della pestilenza il numero dei religiosi qui residenti diminuì; sul posto vivevano soprattutto fratelli laici addetti alla coltivazione delle terre insieme a braccianti o mezzadri. Il termine “grangia” deriva dal francese “grange” e dal latino medioevale “grancia” che significano podere, tenuta.

Nel 1541 fu loro concessa la parrocchia di Castelletto con l’obbligo di provvedere al mantenimento del sacerdote diocesano che fino ad allora l’aveva avuta in cura. Il fatto significò una svolta nella presenza domenicana a Castelletto ponendo i religiosi al centro della comunità.

Nell’aprile 1570 San Carlo, in Visita pastorale, notò con un certo disappunto che la parrocchia era stata affidata ai religiosi, ma non prese decisioni per un’eventuale ritorno di preti diocesani.

Nei decenni successivi la piccola casa del parroco, divenuta convento, e la vicina chiesa furono ampliati. Furono costruiti locali di abitazione e magazzini per i prodotti dei campi e le derrate che come in precedenza venivano regolarmente inviate a Milano.

Le piccole comunità religiose di campagna avevano sempre rappresentato un problema per i superiori a causa della dispersione delle forze e, spesso, per la presenza di soggetti che sfuggivano al controllo e non sempre vivevano secondo la “regola” dell’Istituto d’appartenenza. Il 10 dicembre 1652 papa Innocenzo X con la bolla “Instaurandae” decise di sopprimerli. Tra questi vi erano quelli di Castelletto e di San Rocco a Cuggiono, ambedue dei domenicani.

Pur dovendo cedere la parrocchia al clero diocesano, i religiosi mantennero sempre la proprietà degli immobili e delle terre di Castelletto, essenziali per l’economia del convento milanese. Qualche religioso con la funzione di economo e alcuni fratelli laici continuarono ad abitare più o meno in continuazione a Castelletto per sorvegliare la coltivazione delle terre compiuta soprattutto da braccianti.

Verso la fine del secolo i domenicani riottennero la parrocchia e iniziarono l’ampliamento del convento e la costruzione del bell’edificio porticato che chiude a levante la corte, probabile opera del Muttone o del Robecco, architetti milanesi che a più riprese lavorarono per i frati. Le mappe del catasto di Carlo VI mostrano che nel 1722 il complesso conventuale era sostanzialmente identico a quello attuale.

Nel 1781-82 il convento di Castelletto come molti altri della Lombardia austriaca fu confiscato in seguito ai decreti dell’imperatore Giuseppe II e messo in vendita, ad eccezione dell’abitazione del parroco. Fu acquistato dal signor Cristoforo Bovara.

I proprietari che si succedettero alterarono in parte l’aspetto del convento. La mappa catastale del 1897 e le schede delle singole unità immobiliari documentano la nuova destinazione d’uso: tutta l’ala nord fu adibita allo stoccaggio e al trattamento di cascami di pellame, mentre la parte restante fu suddivisa in cinque unità abitative.

La situazione rimase sostanzialmente invariata fino al 1991 quando il complesso, in condizioni fatiscenti, fu acquistato dalla Curia arcivescovile di Milano divenendo proprietà della parrocchia dei Santi Giacomo e Filippo di Castelletto. Quasi subito iniziarono i primi interventi di manutenzione, di parziale risanamento delle parti murarie e di rifacimento dell’intera copertura.

Nel 1992, per interessamento e sotto l’impulso del Vicario episcopale mons. Franco Monticelli, del decano don Giampiero Baldi e del parroco di Castelletto don Carlo Venturin si diede inizio agli studi preliminari di riassetto funzionale e di restauro dell’intero complesso finalizzati ad un nuovo utilizzo dell’edificio, ad opera dell’ing. Luigi Paolino.

Da allora, con il coinvolgimento della Curia arcivescovile, grazie all’azione incessante dei successivi decani don Giuseppe Monti, don Erminio Villa, don Franco Roggiani e con la crescente disponibilità finanziaria delle parrocchie e dei benefattori, sono stati conclusi i progetti e avviate le opere di ristrutturazione e restauro. Nel 1995 le costruzioni annesse a nord del convento, rimaste di proprietà privata, furono demolite per far posto all’edificazione di villette a schiera.

Al termine dei lavori, il 24 giugno 2004, l’arcivescovo card. Dionigi Tettamanzi inaugurò la nuova struttura posta al servizio del decanato di Castano Primo e dell’intera comunità diocesana.

 

Testo e immagini tratte dal sito web “http://decanatodicastano.altervista.org/

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